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Lo sconto per chi non ha fretta.
È così semplice che non sembra vero: comprare una
casa a prezzi ridotti anche del quaranta per cento e con un sostanzioso
risparmio fiscale. Naturalmente non è tutto così facile: non si può
abitarla subito, ma la casa, a certe condizioni, smette di essere un
sogno irrealizzabile.
Qual è la via? Il nostro codice civile (articoli da 978 a 1020)
consente di "spezzare" in due la proprietà: da una parte
l'usufrutto, cioè il diritto di utilizzare la casa vita natural
durante, dall'altra la nuda proprietà, cioè la proprietà senza il
diritto di utilizzo. Alla morte dell'usufruttuario la nuda proprietà e
l'usufrutto si riuniscono, e si riforma la piena proprietà, della
quale si può disporre liberamente.
La soluzione può lasciare interdetti, ma in effetti molti anziani
desiderano vendere l'immobile in cui abitano, per assicurarsi una
vecchiaia dignitosa. Come, però, risolvere il problema dell'alloggio?
Restando usufruttuari possono rimanere nella loro casa e beneficiare di
un capitale o di una rendita vitalizia. Sono anche possibili soluzioni
miste, il codice civile lascia massima libertà di scelta.
Attenzione: in caso di decesso, è
il coniuge (se in comunione dei beni) che resta vedovo a beneficiare
dell'usufrutto. Quanto all'acquirente, che non deve essere pressato
dall'urgenza di un'abitazione ma vuol fare un investimento a medio
termine per sé o per i figli, si trova a comprare una casa con uno
sconto del venticinque - trenta per cento sul prezzo di mercato (a
determinare il prezzo concorre naturalmente l'età del venditore), e di
beneficiare di una notevole rivalutazione del capitale impiegato: oltre
a quella legata all'inflazione, ad ogni anno che passa si avvicina la
riunione della nuda proprietà all'usufrutto, e la prima quindi vale
sempre di più. Inoltre molti immobili di pregio arrivano sul mercato
ormai solo attraverso questa via.
Il fisco
Veniamo ai vantaggi fiscali: il "nudo
proprietario" non deve dichiarare la rendita dell'immobile nel
modello 730 o "Unico" in quanto chi usa il bene è
l'usufruttuario.
Il vantaggio principale però è al momento della compravendita:
cedendo la sola nuda proprietà, l'imposta di registro (a carico
dell'acquirente) e l'Invim (a carico del venditore) risultano
sensibilmente ridotte; per fare un esempio, se il venditore
usufruttuario ha settanta anni, la riduzione è di circa il sessanta
per cento.
Attenzione: al decesso
dell'usufruttuario, la piena proprietà passa al nudo proprietario
senza che siano dovute tasse. Il risparmio va valutato anche ai fini
delle imposte di successione, qualora il valore dell'immobile superi il
limite di franchigia concesso dalla legge e nessuno sia interessato a
ereditarlo.
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