Casa in costruzione
 

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  La casa in costruzione
Comprare una casa "vista e piaciuta" è un conto, ma acquistarla quando ancora non esiste è tutto un altro discorso. Le imprese costruttrici (spesso in forma di cooperativa, dove gli acquirenti sono anche soci) offrono soluzioni interessanti, a prezzi competitivi, e soprattutto promettono case nuove, senza i tipici problemi degli immobili dai vent'anni in su di età. Il vantaggio non è solo quello del prezzo: durante la costruzione si possono apportare modifiche al progetto iniziale del proprio appartamento: la disposizione di alcune stanze, il tipo di pavimenti o di mattonelle in bagno e in cucina, l'installazione di impianti particolari. Inoltre, anche se non è prima casa, l'IVA che si paga è agevolata: l'aliquota è del 10%.
Bisogna però fare attenzione a qualche aspetto, che può influire notevolmente sull'opportunità dell'acquisto.
  1. Informarsi se il terreno appartiene al costruttore, in tal caso nessun problema. Se è stato ceduto solo il "diritto di superficie", questo vuol dire che alla fine della concessione (in genere non dura più di 99 anni) il terreno, compresa però la casa costruitavi sopra, ritorna in proprietà di chi lo aveva concesso (di solito il Comune). Questo capita spesso quando a costruire è una cooperativa.
  2. I pagamenti vanno effettuati seguendo attentamente lo stato di avanzamento dei lavori, specialmente se l'acquirente ha accettato l'accollo del mutuo, cioè si è sostituito, per la quota che gli compete, al mutuo che il costruttore ha stipulato con una banca per ottenere il finanziamento della costruzione.
  3. Quando si tratta di una cooperativa, i prezzi sono ancora migliori perché non possono, per legge, superare un tetto (che viene fissato da un organismo pubblico, il Comitato per l'Edilizia Residenziale). Con le cooperative a proprietà divisa, finita la costruzione, gli acquirenti-soci si trasformano in normali condomini. Nella cooperativa a proprietà indivisa, invece, ai soci è riconosciuto solo il diritto di godere della casa, che non potranno mai vendere. Oltretutto, questo diritto non dura per sempre, e dopo qualche decennio ritorna alla cooperativa.
  4. L'impresa che costruisce deve essere solida: ci sono stati molti casi di costruttori indebitati che, fallendo, hanno fatto perdere ai loro acquirenti i soldi versati, anche a costruzione quasi ultimata. Meglio dare un'occhiata al Bollettino dei Protesti per vedere se l'impresa risulta con assegni o cambiali protestate. O, in casi estremi, rivolgersi a una società di informazioni commerciali (si trovano sotto questa voce nelle Pagine Gialle) per avere una nota informativa sull'impresa in questione. I costi non sono elevati (200-300 Euro), e a volte si possono evitare brutte sorprese. 
  5. Pretendere che il venditore rilasci la fedeiussione (obbligatoria secondo la Legge 210/2004,
    ma purtroppo molte volte disattesa).
    Il contratto preliminare deve contenere gli estremi della fedeiussione e coprire tutte le somme anticipate